La finalità riabilitativa del contesto in cui l'operatore e l'utente si vengono a "muovere", dovrebbe essere contraddistinta dalla presenza di un "ambiente terapeutico", in cui il carattere fondamentale della "terapeuticità" possa essere costituito da un processo di "rialfabetazzazione emotiva".

In quest'ottica di lavoro, improntata al concetto di "campo", diverrà utile sottolineare l'importanza di tutte le situazioni ambientali in cui il paziente viva ed "esista", soprattutto di quelle che si pongano appunto il presupposto di offrire una dimensione terapeutica al dolore mentale.

Il modo di porsi all'interno della relazione con il paziente sarà quindi caratterizzato da una prospettiva ermeneutica, fondamentale a promuovere una maggiore armonizzazione delle valenze emotivo-affettive ed una migliore definizione delle "abilitazioni" e "riabilitazioni" di natura più propriamente cognitiva ed occupazionale da realizzare.

Al momento attuale il lavoro dell'equipe tecnica è finalizzato a favorire una più ampia comprensione delle dinamiche emotive presenti nel rapporto con il paziente ( riconoscimento degli "stati affettivi di base" ), anche attraverso l'utilizzo di uno "stile relazionale" improntato a modalità quali l'immedesimazione empatica e la sintonia al "fondo affettivo" del paziente.

Il ruolo dell'equipe all'interno della "cornice" riabilitativa verrebbe così ad esprimersi in un intervento strutturato su diversi "livelli":
1. un primo livello costituito dall'intervento diretto sull'utente, sia in tema di colloqui di sostegno psicoterapeutico, sia in tema di rilevazione di profili psicofarmacologici adeguati ( e/o di terapia medica quando necessiti ).
2. un secondo livello delineato dall'intervento sulle famiglie degli utenti, sia direttamente come ascolto, sostegno e contenimento delle problematiche emergenti (counseling), sia indirettamente attraverso l'operatore e l'équipe ai quali il genitore si sia rivolto.
3. un terzo livello rappresentato dalla necessità di fornire una funzione di supervisione all'operatore (sia singolarmente che in gruppo) per le difficoltà evidenziate nel percorso riabilitativo.
4. un quarto livello definito degli incontri periodici con gli operatori dei servizi per una puntale verifica del "percorso" riabilitativo in atto ed una costante ridefinizione del progetto "riabilitativo vitae" in riferimento al "rientro" del paziente ai propri contesti familiari, scolastici, socio-culturali e lavorativi.

In questo senso risulterà fondamentale un continuo confronto con le figure tecniche del Centro, per una verifica sulla progettualità e sulla programmazione stessa. Sarà indispensabile perciò una comunicazione che garantisca una trasformazione dell'èquipe nei termini di lavoro "sinergico, integrato ed auto-osservativo". Ne consegue che l'équipe debba assicurare anche una "supervisione" del progetto riabilitativo, valutando le indicazioni sugli indirizzi generali del programma e le conseguenze di tutte le attività del Centro per ogni soggetto.

Le attività terapeutiche verranno considerate sulla base delle reali "esigenze" del paziente, valutando le necessità riabilitative di tipo cognitivo e quelle a carattere più specificamente psichico.
I programmi soggetto-specifichi dovranno essere "bilanciati", andando a considerare nell' "hic et nunc" della situazione annuale i bisogni e le potenzialità del paziente e ridefinendo in modo sistematico sia le attività di natura prevalentemente espressiva, sia le attività di natura più propriamente occupazionale.


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